Blogger e PR: sei “un orso” o un “venditore” di te stesso?

Il Webwriter o blogger di successo scrive per se stesso. Ludovica De Luca racconta il perché in questo bel post, che vi invito a leggere. 

Ma il mondo del blogging/webwriting non è solo scrittura e passione: è statistiche, visite, impression, SEO, personal branding, vendite, conversioni. Un mondo fatto di numeri, di risultati che prometti e che una volta raggiunti devono dare in cambio soldi, notorietà e autorevolezza.

Per raggiungere i nostri obbiettivi, noi blogger/webwriter siamo pronti più o meno a tutto: dipende dal grado di intraprendenza, coraggio, propensione al “mettersi in gioco” e anche un po’ a quanto vogliamo rimanere fedeli a ciò che siamo.

Non credo di dire un’eresia: se vuoi raggiungere dei risultati con il tuo blog oggi non basta più scrivere ottimi contenuti. Non basta più neanche distribuirli online. Devi crearti un network di persone come te, di blogger assetati di risultati e successo.

Ma come si fa?

C’è a chi viene naturale e a chi no. Parleremo anche di questo, fra qualche riga. Ora però vorrei chiarire brevemente il perché fare PR è importante per il tuo blog.

PR: indispensabile per emergere

“Mauro, vale più un’amicizia che una borsa di quattrini”

Così diceva sempre mia nonna.

Vogliamo essere più cool? Ok, allora possiamo dire che le PR (Public Relation) sono fondamentali se si vuole avere successo. Ma non si costruiscono facilmente o in pochi giorni. Ricerca, monitoraggio, approccio, inizio della relazione, mantenimento della stessa: questi i passi fondamentali per crearsi un network nella tua nicchia (li racconteremo meglio un giorno) che possa far accrescere la tua notorietà e il tuo successo come blogger/webwriter.

Cosa? Non ti va di farlo?

Ti capisco. Spesso il webwriter o blogger è una persona introversa, che appartiene alla categoria degli “orsi” più che dei “venditori”. E tu chi sei dei due?

“Orsi” o “venditori”

Appartengo alla razza degli “orsi” che nel tempo hanno moderato la loro proverbiale asocialità e scontrosità. Nonostante i lavori di smussamento intensi, faccio ancora fatica a fare PR perché, onestamente, oltre a non avere molto tempo, mi appartiene una visione romantica del blogging e del Webwriting che si basa unicamente sulla scrittura.

In estrema sintesi c’è un omino dentro di me che dice sempre: “prima di tutto concentrati a scrivere contenuti di qualità poi, se hai tempo, fai altro”.

Come potrai immaginare, anche io distribuisco i miei contenuti sui social. Ma senza esagerare, che si disturba: massimo 3 contenuti a settimana su twitter, neanche uno a settimana su Facebook. Ancora, su twitter, ho politiche di defollow chiare: chi esclusivamente twitta i suoi contenuti è fuori. Su facebook i colleghi che postano unicamente i propri articoli vengono nascosti o allontanati dalle amicizie.

Perché? Il web di qualità è una questione di equilibrio che tutti dobbiamo contribuire a mantenere, non sostenendo chi ne fa un uso squilibrato o eccessivamente autoreferenziale: insomma il 70% è dare, il 30% è ricevere.

Il rapporto con le PR: certo, faccio anche un po’ di PR online. Più che altro seguo Webwriter e Blogger più bravi di me e, di tanto in tanto, quando pubblicano post che trattano argomenti appassionanti e in cui ho qualcosa da dire, commento e divulgo sui social.

C’è chi dice che dovrei essere più consistente in questo e, probabilmente, ha ragione. Ma credo anche che bisogna mantenersi attaccati ad una propria etica, senza sfociare nell’ipocrisia più spudorata. In buona sostanza se un post non mi piace non lo commento né lo divulgo sui social solo perché “l’ha scritto un influencer” o “un membro dei mio network”.

Ok le PR, ma ti prego… la qualità è ancora importante!

È dal 2002 che scrivo sul web, prima per vezzo, poi per lavoro e in questi anni il mondo del blogging ha subito profonde trasformazioni.

Questa è l’era del content marketing: blogging, native advertising, copywriting sono finalmente considerati strumenti che possono portare profitto ai Brand. Ciò ha portato ad una produzione spasmodica di contenuti web causando così una sorta di saturazione.

Emergere in questo contesto è decisamente più complicato. Prova a farti sentire urlando in una stanza vuota e poi in stazione all’ora di punta.

In questo bisogno quasi ansioso di emergere, credo che la qualità dei contenuti giochi un ruolo importante (almeno pari alle PR) per diventare un blogger di successo, mentre credo sia l’unico decisivo spartiacque tra un blogger/webwriter mediocre e uno di talento.

Non trasformarti in un blogger peggiore nel nome delle PR

Ho visto così tanti blogger, una volta diventati più o meno degli influencer, perdere personalità, spontaneità nei loro articoli. Insomma perdere se stessi, ma comunque, rimanere a galla perché “sanno vendersi”. Che peccato, ma soprattutto… che delusione!

Sia chiaro, sapersi vendere, saper creare un network che funziona non è reato: è anzi una grandissima abilità. Ma non dedicare più energie sufficienti a produrre contenuti di qualità solo perché ormai “la macchina va da sola” o perché “ho il webinar, poi l’intervista, poi devo scrivere l’ebook”, quello sì che è un reato: prima di tutto contro te stesso e poi contro chi ti segue da quando non eri che un semplice blogger.

Ritornando al titolo del post di Ludovica, ma trasformandolo in diverse domande: “perché non scrivi più per te stesso”? Perché hai perso l’amore per la scrittura web? Perché non emozioni più?

È una questione di scelte a volte, ma questa è un’altra storia.

E tu che blogger sei? Sei un orso o un venditore? Fammi sapere che ne pensi e se il post ti è piaciuto lo sai… spread the word!

 

Mauro
Blogger da quando avevo 15 anni, oggi Web Marketer appassionato. Sono curioso come una scimmia, e soffro di due forti dipendenze: la musica e la pizza.

6 thoughts on “Blogger e PR: sei “un orso” o un “venditore” di te stesso?”

  1. Ciao Mauro,
    articolo interessante soprattutto perchè si capisce che sta avvenendo un cambiamento epocale nel modo di scrivere e nel modo di porsi verso gli altri e verso chi ti segue.
    Ti invidio… tu che scrivi veramente da una vita, che bello… io sono un pò orso e un pò venditore… ho cominciato a scrivere nel lontano ’96 ma nel web sono da qualche mese…
    il tuo è un articolo che mi fa capire quanto lavoro c’è dietro un buon articolo… tempo e dedizione

    1. Ciao Enrico,
      È vero c’è un cambiamento epocale in atto e tanti altri ce ne saranno. Il blogging ha rivoluzionato la scrittura web, la comunicazione azienda-cliente e chissà quali altre forme prenderà in futuro. Non ci resta che osservare!
      Inoltre sì: dietro un buon articolo c’è molto lavoro, tanta ricerca, ma soprattutto molta passione. Questa, secondo me, fa sempre la differenza. Che ne pensi?
      A presto!

  2. Ciao, sacrosante considerazioni. L’analogia con l’orso è azzeccata. Se ho ben inteso la descrizione del venditore e le sue conseguenze, mi vien da pensare al pavone – tanto per fare il paio di rimando a un “bestiario” antropomorfico. E capita di trovarne, che fanno la ruota senza più anima e passione.
    Ben dici: che delusione, soprattutto se chi li legge non si ferma alla facciata e… guarda oltre.

    1. Ciao Luca. Hai colto l’anima di questo articolo e mi fa davvero piacere. Quello che mi domandavo era infatti: fino a che punto dobbiamo spingerci nella pavoneria (passami il neologismo)? Ecco il mio punto di vista. Ok, facciamolo, mettiamoci in discussione, instauriamo un network che funziona, scambiamoci visite nei blog, email, commenti ma… non fino al punto in cui i tuoi post perdono tutto. Passione e anima comprese.
      A presto e grazie per essere passato di qua.

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