jimi hendrix

A lezione di blogging da… Jimi Hendrix (?!)

Ok lo ammetto: impazzisco per il Rock Blues anni ’70 e soprattutto per Jimi Hendrix, oggettivamente uno dei più grandi chitarristi di tutti i tempi (per me il migliore).

Ma questo articolo non vuole essere solo un tributo ad un musicista.

Pensando al suo approccio totalmente innovativo alla chitarra e al blues e ripercorrendo alcuni attimi della sua carriera ho pensato: “ehi, se Jimi fosse stato un web writer, avrebbe avrebbe avuto tutte le carte in regola per essere un grande della scrittura web!”.

Ecco cosa possiamo imparare dal creatore del rock blues acido, in 4 lezioni!

Jimi Hendrix è partito dal Blues e ha creato qualcosa di nuovo. Come ha fatto e cosa possiamo imparare da lui?

I web writer e i blogger lo sanno bene: è già stato scritto (quasi) tutto. La rete è letteralmente invasa da contenuti e in queste condizioni riuscire a trovare la strada dell’originalità è sempre più difficile.

Le guide, le how-to-do list, i “5 motivi per”, gli elenchi di tool utili, le recensioni, le infografiche, le interviste, i guest post: sono tutte strutture già esistenti da diversi anni, usate e a volte abusate da noi web writer.

L’essere originali diventa quindi l’obbiettivo primario… ma come esserlo? In infiniti modi: con il nostro stile di scrittura, con il linguaggio, offrendo un punto di vista unico e originale, con una formattazione del testo particolare, arrivando per primi su un determinato argomento, creando infografiche e foto insolite.

Hendrix arrivò a Londra con tanto talento e la speranza di poter diventare famoso. Ma c’era già tanta competizione: era il 1965 e a Londra già si parlava dei Cream e di un certo Eric Clapton che suonava in maniera pazzesca. E poi c’erano gli Who, i Beatles, i Rolling Stones ed erano già band di successo: emergere fu un’impresa, ma ce la fece.

Hendrix era un genio e non tutti siamo dotati di un talento così naturale, questo va detto.

Nel gruppo dei non-talentuosi, io sono il presidente emerito.

Però è altrettanto vero che il talento di Hendrix era nulla se non alimentato da ore ed ore di esercitazione, di studio e ricerca. Quella ricerca tenace che l’ha portato a sviluppare una metodologia dove creatività, virtuosismo, ma anche esercizio e tecnica si mescolano per dar vita a un pezzo originale… partendo comunque da qualcosa di musicalmente basico, già allora vecchio, com’era il blues.

Se ci pensi bene è la tua sfida di ogni giorno: scrivere qualcosa che è già stato scritto, ma farlo comunque in maniera originale e unica, producendo un contenuto di valore.

Lezione n°1: approccia agli argomenti già esistenti in modo totalmente nuovo [con esempi]

Ciò che Hendrix ha fatto di veramente rivoluzionario, pur partendo da una base esistente, è stato declinare il blues in un modo mai sentito prima.

Ha sfruttato melodie e linee armoniche appartenenti ad altri stili musicali, ha tirato fuori dalla chitarra elettrica suoni che non sembravano possibili, ha reso il “feedback” (quel suono acuto e forte che si ottiene avvicinando la chitarra agli amplificatori) qualcosa di musicale, parte di un pezzo melodico e non un semplice errore del fonico o del musicista.

Tutto questo potrebbe essere affascinante per uno a cui piace la musica, ma…

…che c’entra col web writing? Mi vuoi dire qualcosa di concreto?

Ci provo:

  • argomenta la tua tesi offrendo un punto di vista che nessuno ha ancora offerto (esempio: molti hanno già affiancato la musica alla scrittura web. Spero nessuno lo abbia fatto dal punto di vista di un musicista, della sua carriera e del suo modo di suonare)
  • usa un linguaggio diverso dal solito. Questi contenuti scritti dai web writer cominciano ad assomigliarsi un po’ tutti, dalla forma del titolo fino al corpo del testo: quindi crea dei piccoli “punti di rottura” prendendo spunto da altri stili di scrittura (esempio: avrei potuto scrivere nel titolo “3 lezioni di web writing da non perdere di Jimi Hendrix”, ma di titoli che iniziano con un numero ne ho scritti e letti talmente tanti che forse…comincio ad averne la nausea e ho optato per qualcosa che – spero – sia originale)
  • usa una formattazione insolita, ma con il buon senso. Fai un strappo alle regole del web writing, se è utile al tuo lettore e ne interpreta un bisogno (esempio: ho messo più virgolettati, ho sottolineato gli esempi, ho ridotto drasticamente le foto di questo post, in modo che il lettore si concentri solo sul contenuto, insomma…provo a fare qualcosa di nuovo e valuterò la sua efficacia con Google Analytics)

Lezione 2: scrivi uscendo dagli schemi (ma rispettando la tua nicchia).

Il metodo Jimi si basa sul verbo “osare”. Il web writing è fatto di alcune regole imprescindibili, certo, ma quegli articoli robottizzati che dicono tutti le stesse cose allo stesso modo… a che servono? E soprattutto… a CHI servono?

Cerca di dare qualcosa in più al lettore, fai trasparire la passione per quello che fai in ogni parola.

Jimi Hendrix ha osato: suonava la chitarra con i denti, dietro la schiena, si dilungava in assoli infiniti e incredibilmente “acidi”. Si è avventurato in una terra sconosciuta senza sapere se veramente l’avrebbe portato al successo: ed è arrivato!

Insomma non ti limitare a fare i compiti: crea qualcosa di tuo e che non hai mai visto prima: male che va avrai fatto una nuova esperienza e sarai cresciuto professionalmente.

[Tweet “Non ti limitare a fare i compiti: crea qualcosa di tuo, male che va avrai hai provato a costruire qualcosa.”]

Attenzione a non esagerare però: rimani fedele alla tua nicchia e al tuo target. Altrimenti i tuoi sforzi creativi andranno miseramente sprecati (esempio: avevo la tentazione di raccontarvi molto di più dei pezzi di Hendrix e di alcuni avvenimenti della sua vita. Suono uno strumento e sono un suo fan… cadere nella trappola era fin troppo facile. Ma era totalmente inappropriato dare a ciò un ruolo centrale perché ogni mio post voglio che si rivolga a chi scrive sul web, per diletto o per professione… non ai fan di Jimi Hendrix o agli esperti di musica).

Lezione 3: il tuo stile sarà il tuo brand (e la tua fortuna)

Ciò che rende Hendrix una leggenda è che riconosceresti il suo modo di cantare e la sua chitarra, in ogni momento e luogo.

Ha di fatto costruito un brand basato su uno stile unico, il suo.

Possibile anche per un web writer creare un proprio stile di scrittura? Certo. È decisamente la lezione più difficile, il Santo Graal di ogni blogger, ma non è impossibile.

Come crearselo? Sperimenta, sperimenta e sperimenta, rimanendo sempre te stesso per non perdere autenticità.

E poi sii costante e scrivi tanto: se riuscirai a produrre costantemente articoli sarà solo questione di tempo e arriverà il fatidico giorno in cui riuscirai a creare il tuo stile.

Ad esempio, la scrittura di Riccardo Esposito penso che potrei riconoscerla ovunque: quando lessi un suo articolo sul blog di Serverplan (azienda che fornisce servizi di hosting), dopo aver letto il cappello introduttivo e il primo paragrafo ho esclamato: “ehi, ma questo l’ha scritto Riccardo Esposito”. Sono andato a controllare e… non avevo sbagliato!

Lezione 4: coinvolgi gli influencer. Rendili partecipi dei tuoi lavori e crea un network.

Sull’importanza del network e delle digital PR mi sono soffermato molto nel precedente post (http://centrifughedigitali.it/blogger-e-pr/) che, se sei interessato all’argomento, ti invito a visitare.

Intanto ti dico che entrambi sono fattori di successo fondamentali per ogni mestiere, anche quello del musicista. Jimi lo sapeva, nonostante fosse un orso più che un venditore di se stesso.

Questa è una storia vera:

era il 1967 ed Hendrix era un semplice chitarrista di talento, nulla di più. Agli occhi degli inglesi  era solo uno strano ragazzo di pelle scura, che sembrava venuto da qualche tribù indigena del Congo. Qualcuno diceva inoltre che e suonava bene la chitarra e che ha l’aria di essere uno timido, di poche parole e con la testa perennemente fra le nuvole. Chas Chandler, il suo manager di allora, riuscì a procurargli con non poca fatica una serata al Saville Theatre di Londra. Quella sera c’era il fottuto pieno e tra gli spalti erano presenti anche George Harrison e Paul McCartney dei Beatles, già due leggende e freschi freschi di un nuovo album: Sgt. Peppers Lonely Hearts Club Band.

L’omonimo singolo era uscito solo 3 giorni prima il concerto e L’Indigeno, come al solito in ritardo, entrò nel backstage con l’andatura di chi ha in mente qualcosa di geniale. Senza neanche salutare Mitch e Noel mette su il vinile dell’ultimo disco dei Beatles. Dopo un paio di minuti interrompe bruscamente la riproduzione e rivolgendosi alla sua band dice: “ok ragazzi… l’avete sentita? Ora la rifacciamo. Davanti a loro – indicando il pubblico – e alla nostra maniera!”

Jimi sapeva della presenza degli illustri ospiti. Voleva fare qualcosa per mettersi in mostra e per far capire quanto valeva, lui e la sua band.

Ma cosa fare per stupire i Beatles ed attirare la loro attenzione definitivamente (compresa quella dei loro fan?). Improvvisare su un loro pezzo!

L’idea, che all’inizio ha pietrificato gli altri membri della band, ha raccolto una standing ovation finale, con McCartney ed Harrison in piedi, incantati, ad applaudirlo.

Sono in molti a pensare che quella esibizione gli spalancò definitivamente le porte del successo mondiale.

Da questa lezione dobbiamo trarre una regola fondamentale: senza network, senza un confronto con gli altri e senza osare non si cresce.

Metti in gioco le tue abilità, scopri le tue carte, mostra i tuoi lavori a chi è più bravo di te, incassa qualche critica costruttiva. Crea un network, alimentalo e goditi i benefici!

Tutto ciò che è web, blogging e web writing, non puoi proprio pensarlo come un “sistema chiuso” o come semplice monologo: altrimenti ti perdi milioni di possibilità, per prima, quella di migliorarti.

Che ne pensi del metodo Jimi? Vuoi aggiungere qualche lezione che mi sono perso? Commenta senza pietà!

Mauro
Blogger da quando avevo 15 anni, oggi Web Marketer appassionato. Sono curioso come una scimmia, e soffro di due forti dipendenze: la musica e la pizza.

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