Comunicare con efficacia nel rumoroso mondo dei social media

Voglio sfogarmi un po’ e parlare male del mio lavoro.

Se c’è una cosa che mi dà fastidio del web marketing – quello fatto alla cazzo di cane (cit.) – è la sua capacità di distrarre nei momenti meno opportuni.

Le ads su YouTube mi disturbano. Perché mi separano da quel video del mio artista blues preferito che voglio vedere nei 3 minuti liberi che ho nella pausa lavoro.

Le markette su Facebook tipo «Sconto del 10%» sono mie nemiche perché mi distraggono dalla mia bacheca che, grazie ad alcuni ritocchi e qualche profilo molesto nascosto, ora è piena di contenuti interessanti: dagli aggiornamenti delle persone che amo, alle pagine che distribuiscono contenuti stimolanti e divertenti.

Le promo su Instagram troppo «spinte» (offerte, sconti, foto troppo graficate) le scarto immediatamente: perché voglio vedere immagini della verde Irlanda, di tramonti sul mare, di viaggi, di momenti di vita vissuta.

Quando una sponsorizzata distrae, ha perso l’utente

Hai mai fatto caso a come scrolliamo i nostri smartphone? Come schegge impazzite. Ma poi all’improvviso qualcosa attira la nostra attenzione e fermiamo lo scrolling: a quel punto leggiamo, interagiamo, commentiamo.

Quando scrolliamo velocemente, significa che non abbiamo ancora trovato contenuti che ci interessano: siamo quindi in uno stato di distrazione.

Poi, all’improvviso, un volto simpatico di una persona cara, una battuta scherzosa sul lunedì, una notizia dell’ultima ora che, «ehi, ero proprio lì un’ora fa». È in quel momento che la nostra distrazione svanisce e cominciamo ad interagire con i contenuti con volontà e pieno focus.

Riepilogando, abbiamo ora definito un contenuto interessante come un contenuto che non distrae.

Ma quali sono i contenuti che non distraggono? Si chiamano contenuti nativi e ti spiego cosa sono.

Parla nativo per non distrarre!

Se la tua azienda vuole sopravvivere nel frastuono dei social media deve esprimersi usando il linguaggio di un utente comune.

Attenzione: il linguaggio dell’utente comune non è unico, ma varia in base al social media. Come capirlo ed applicarlo? Ecco alcuni step:

  • Identifica il tuo target e osserva come si comporta nel canale in cui desideri comunicare
  • Vivi il social. Passa più tempo lì dentro perché non puoi orientarti bene in un posto che non conosci.
  • Osserva l’engagement della tua gestione organica: qual è il post che coinvolge di più l’utente? Quale meno? Fai test, correggi e aggiusta il tiro!
  • Sii divertente, utile, evocativo, emozionante. Un post che non è nessuno di questi 4 aggettivi, va scartato perché puoi fare di meglio.
  • Non spingere in continuazione su offerte e sconti.

In poche parole: metti davanti a tutto il consumatore.

Ecco un esempio di attività social nativa e non nativa.

Lo screenshot di destra, è nativo. Lo screenshot di sinistra no. Quali sono le differenze?

Il post di sinistra, delle scarpe Vans, è nativo di Instagram per diversi motivi:

  • L’immagine è di alta qualità
  • È una foto evocativa
  • Cattura un momento nel quale il target del brand si riconosce
  • Non differisce dal contenuto che un Instagramer pubblicherebbe

L’attività di destra non è nativa, per i seguenti motivi:

  • Le immagini sono di scarsa qualità
  • La foto non raccoglie momenti, non è evocativa
  • La grafica «offerta» dà l’idea di qualcosa di molto commerciale, quindi comunica in maniera dissonante rispetto al canale di comunicazione

«Ma, in tutto questo, quando comincio a fatturà co sti social?»

Domanda legittima. Del resto non mi sembra che le aziende campino d’aria, no?

La risposta è questa: metti al primo posto l’utente, fallo ridere, emozionalo, informalo, dagli valore e infine… porta a casa il risultato. Ovvero proponi la tua promo, il tuo sconto, il tuo evento o qualsiasi sia l’obbiettivo di business del momento, ma solo alla fine di questo processo.

Sintetizzando al massimo: dai, dai, dai, dai, dai… e chiedi!

Gary Vaynerchuk lo spiega molto meglio di me in questo video di 2 minuti.

Grazie alla tua generosità, alle risate che gli hai strappato, alle notizie interessanti che gli hai passato, il potenziale cliente è ora più propenso all’acquisto.

L’alternativa? Venire risucchiato dagli algoritmi e dal rumore dei social.

Se reputi questa tecnica inutile accomodati nell’enorme sala dei social media manager fai-da-te.

Preparati quindi a venire risucchiato dal rumore, perché saremo sempre di più a popolare i social, e i loro algoritmi saranno sempre più selettivi.

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