Content Marketing: 6 errori che devi assolutamente evitare!

Il content marketing… tutti ne parlano e tutti si cimentano nella produzione e distribuzione dei contenuti: costi bassi e ROI potenzialmente elevati ne fanno un fenomeno in costante crescita.

Ma come tutti gli strumenti di advertising, anche il content marketing se non usato in maniera corretta può sostanzialmente significare solo un costo per le aziende, e non un opportunità.

Come evitarli? Innanzittutto dribblando gli errori più comuni delle PMI. Eccoli qui!

1. Comunicazione basata sul prodotto e non sulle esigenze del cliente

Non sto dicendo che nella pianificazione editoriale di un brand non ci debba essere posto per pubblicizzare i vostri prodotti. Sto dicendo solo che bisogna farlo in una maniera nuova, mettendo al centro il consumatore e le sue esigenze.

Che significa in concreto?

La gente è stanca della solita pubblicità: anni fa l’advertising tradizionale li ha sfiancati a tal punto che ora quella scadente viene ben presto fiutata ed accuratamente evitata. Come puoi abbattere questo muro d’indifferenza? Racconta in tutti i tuoi canali web quant’è utile il tuo prodotto, come può aiutare le persone nel quotidiano, quali esigenze del tuo consumatore tipo può soddisfare e… intrattienilo!

[Tweet “Il #ContentMarketing mette al centro le persone e le loro esigenze”]

2. Ignorare le keyword

Pianificare i contenuti web sulla base delle parole chiave è un’autentica seccatura e credetemi, ne farei a meno anche io se non fosse praticamente indispensabile monitorare e scegliere correttamente delle keyword adeguate su cui far girate i contenuti perché:

  • non scoprirai cosa il tuo target realmente vuole da te
  • non scoprirai nuovi argomenti su cui scrivere e su cui, il tuo consumatore tipo, vorrebbe delle risposte
  • non riuscirai a rendere i tuoi contenuti visibili nei motori di ricerca
  • la concorrenza prenderà per prima le tue stesse chiavi di ricerca e sarà ben più difficile, a quel punto, ottenere visibilità

3. Usare dei toni formali e neutrali

Ci saranno sicuramente delle persone, nella vostra vita, che ammirate particolarmente e con le quali passate sempre volentieri del tempo insieme. Quali sono le loro qualità principali? Divertenti, interessanti, brillanti, simpatiche… giusto?

La comunicazione che il tuo brand dovrebbe fare, deve possedere tutte le qualità di persone di questo tipo. Dovrebbe educare il suo target, essere d’aiuto, ma al tempo stesso emozionare, ironizzando e aggiungendo un pizzico di personalità.

Le persone oggi più che mai vogliono interagire con i brand e lo faranno solamente con quelle che scenderanno dal piedistallo e comunicheranno senza prendersi troppo sul serio.

4. Parlare tanto, ascoltare poco

Immagina di uscire con una persona che parla spesso, ma non ascolta mai cos’hai da dire: quanti minuti pensi possa durare un’incontro con una persona simile? Se resistessi più di 10 minuti meriteresti un premio!

Ecco questo è quello che succede quando un brand basa la sua comunicazione web unicamente sulle sue offerte, su quanto il suo prodotto sia irresistibile ascoltando poco e niente quello di cui i suoi clienti o potenziali tali hanno bisogno. Ha ucciso completamente l’interesse del tuo target e perso un’opportunità.

Oggi qualsiasi azione di marketing efficace comincia ascoltando le persone: saltare questa fase significa rischiare produrre tonnellate di contenuto usando una lingua che i tuoi clienti non capiscono.

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5. Nominare content editor se stessi, o ancor peggio il cuginetto mago del pc

Il rapporto imprenditore/Web Marketing Specialist è spesso un rapporto conflittuale basato sulla difficoltà, da parte dell’azienda, a non riconoscere la professionalità nel web. 

Su questo argomento approfitto per linkarvi l’articolo di Daniela Patroncini, che fotografa perfettamente con il suo post questo rapporto conflittuale, in maniera leggera, divertente ed estremamente reale.

Lo so: la tentazione di mollare pagine facebook, blog e sito al cuginetto che se ne intende di computer è tanta e non sei il solo a fare questo errore, purtroppo.

La realtà però è ben diversa: solo un vero professionista, tramite una content strategy ritagliata sul tuo brand, potrà creare valore. Cosa intendo per valore? Ricavi!

D’altronde se American Express, L’Oréal, Marriott e Virgin continuano ad investire sempre più nel content marketing, è perché, in tutta probabilità, stanno ottenendo dei risultati sorprendenti. E i loro content strategist non appartengono alla famiglia…

6. Non misuri ed analizzi l’efficacia del tuo lavoro

Sai i lettori del tuo ebook cosa ne pensano del tuo lavoro? I lettori dei tuoi post gradiscono i tuoi articoli? Riesci a trasferire su di loro l’urgenza di compiere un’azione? Riesci a veicolare, tramite i tuoi post, interesse verso il brand e i tuoi prodotti?

In qualsiasi attività aziendale, tanto più nel web marketing, “andare a naso” può essere controproducente: solo ed esclusivamente i numeri devono guidare le tue strategie.

Hai qualche errore da aggiungere? Vuoi condividere una tua esperienza?

Mauro
Blogger da quando avevo 15 anni, oggi Web Marketer appassionato. Sono curioso come una scimmia, e soffro di due forti dipendenze: la musica e la pizza.

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