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Il rifiuto della pubblicità, ma non dei contenuti efficaci.

Più la pubblicità online cresce, più aumentano le persone che la rifiutano. E’ un dato, questo, inequivocabile e che segue esattamente quello che successe a partire dagli anni ’90 e che esplose nel 2000: il rifiuto del marketing off-line vecchio stampo. In questa crescente ostilità verso le pubblicità online, i content marketers come si devono comportare? Come si possono creare contenuti web efficaci che non vengano automaticamente scartati dagli utenti?

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Il rifiuto della pubblicità: un’opportunità per il content marketing

Credo fermamente, e sono contento di non essere il solo, che i contenuti web possano cogliere una grande opportunità da questa intossicazione da troppa pubblicità che la maggior parte dei web surfer stanno vivendo. Chiaramente tutto dipende dalla strategia: se vuoi che i tuoi contenuti sopravvivano alla ghigliottina anti-ads (che spesso anche io utilizzo) devono servire a qualcuno: sì, lo scrivono tutti i guru del marketing e non è di certo una novità, ma se lo ripetiamo in tanti è perchè, con tutta probabilità, ancora troppo content marketing è improvvisato o superficiale.

La chiave credo stia in questo: dai qualcosa all’utente e lui ti ringrazierà con l’attenzione e, magari con una conversione.

Alcune recenti ricerche americane ci danno qualche dato da analizzare:

In tutto questo, sono convinto che il content marketing possa rendersi autoimmune da questo crescente rifiuto della pubblicità e George Stenitzer, di Content Marketing Institute ci svela come.

1. Hai il permesso di invadere uno spazio altrui: usalo bene!

E’ il nostro lavoro e spesso ce ne dimentichiamo perchè andiamo di fretta, i tempi sono ridotti e le cose da fare sono troppe: beh pazienza. Dobbiamo ricordare di doverci meritare l’attenzione degli altri rispettando la piccola invasione che facciamo nel loro mondo: come? Sviluppando contenuti che mettano sempre al centro il consumatore: il tuo contenuto, anziché concentrarsi su “quant’è figo quel prodotto” dovrebbe raccontare “come può cambiare in meglio la vita” del suo consumatore target.

2. Fatti guidare dalle Analytics per i tuoi contenuti web efficaci

Il Web-Marketing, mai come qualsiasi altra forma di pubblicità, oggi può attingere a dati che raccontano tutto del nostro consumatore target e grazie ad essi possiamo monitorare con precisione le conversioni, il ROI della nostra content strategy (anche se ancora troppi pochi addetti ai lavori lo fanno). Teniamo sotto controllo i risultati della nostra strategia, studiamo i contenuti web efficaci e quelli che hanno performato peggio, vediamo cosa funziona di più sul nostro consumatore e battiamo la strada vincente, tenendo conto sempre che niente è per sempre e che una strategia che oggi funziona, non è detto che lo farà nei prossimi mesi.

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3. Non sono numeri, sono persone: rivolgiti a loro come tali e non sbagliare il loro nome!

Sii coinvolgente ricordandoti sempre che hai a che fare con delle persone, non con oggetti. Cosa importante: nell’email marketing annotati bene i nomi, perchè non c’è cosa che fa cliccare più unsubscribe di una email indirizzata alla persona sbagliata!

4. Hai 7 secondi per guadagnare l’attenzione: giocateli bene!

Mediamente un utente dedica 7 secondi ad un contenuto per capire se può interessargli o meno. Come faccio in così poco tempo a comunicargli che il mio messaggio può essergli utile? Così:

  • usa immagini: veicolano il core del tuo messaggio in un lampo;
  • poni la massima attenzione alle prime 20-25 parole: pensa sempre ad un titolo ad effetto, a paragrafi comunicativi e al tempo stesso sintetici e non ti far accecare dalla SEO;
  • fatti delle mappe concettuali: a me, per esempio, aiutano moltissimo a tenermi ben saldo su ciò che serve davvero che io comunichi, senza intraprendere voli pindarici che non interessano a nessuno

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5. Big Data: vanno bene, ma usali intelligentemente

Gli utenti detestano sentirsi al Grande Fratello. Ok, sappiamo tutti che la privacy è soltanto un lontano ricordo, ma può essere davvero spiacevole sapere che un brand ha molte, forse troppe informazioni su di te. Vedere, nella tua casella email, proposte pubblicitarie alle quali non hai mai fatto richiesta e che, senza alcun motivo, invadono i tuoi spazi è decisamente fastidioso e non ti farà fare neanche mezza conversione in più. Insomma i Big Data vanno bene, ma usali con buon senso.

Conclusione

Concludo con un’altra statistica (giuro è l’ultima): ogni persona, al giorno, assorbe 5,000 messaggi pubblicitari e farà di tutto per evitarli. In questo, il content marketing, è una delle poche forme di pubblicità in grado di resistere alla selezione fatta dall’utente, ma solo se i tuoi contenuti sono efficaci, quindi, utili.

Pensa alla tua content strategy: credi che sia buona? Realizza engagement e conversioni? Fammi sapere cosa ne pensi e se vuoi condividi le tue esperienze!

Mauro
Blogger da quando avevo 15 anni, oggi Web Marketer appassionato. Sono curioso come una scimmia, e soffro di due forti dipendenze: la musica e la pizza.

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