velocita di caricamento e conversioni

Conversioni e tempi di caricamento: quanto conta avere un sito veloce

Dopo due anni di scrittura web in vari settori, posso affermarlo con tranquillità: un gran contenuto, senza un sito web veloce e performante, non raggiungerà mai i suoi obbiettivi.

Una ricerca di Marketing Sherpa ha correlato la velocità di caricamento di un sito con le conversion rate (conversioni/visitatori unici x 100): i risultati sembrerebbero confermare che gli utenti convertano di più in siti dove i tempi di caricamento sono minimi.

Entriamo nel dettaglio della ricerca, cercando di quantificare quanto minimi devono essere questi tempi e come ridurli all’osso.

I contenuti? Li voglio di valore, e li voglio subito!

Ho cominciato questo mestiere al grido impavido di “content is king”. Nel motto ci credevo e ci credo ancora.

Col tempo però ho imparato a dare ai contenuti un peso più proporzionato all’interno di una strategia di web marketing. Insomma, ho capito che un contenuto di valore, senza un sito veloce, è come un grande talento del calcio che non si allena: sarà una promessa che non diventerà mai famosa.

Vedevo con i miei occhi landing page e articoli blog che non convertivano e non raccoglievano visite, per 2 o 3 secondi di caricamento in più rispetto alla media.  Un fenomeno che è assolutamente normale, come confermano questi due grafici.

Gli istogrammi della figura 1 e 2 mettono in correlazione i tempi di caricamento con la conversion rate e le sessioni.

Nel 2014 le pagine che si caricavano in 3,6/3,8 secondi raggiungevano il picco di visite (in blu) e al tempo stesso il picco di conversioni (in rosso).

istogramma che mette in relazione tempi di caricamento, conversioni e sessioni
Figura 1. Correlazione sessioni e corversion rate con tempo di caricamento pagine osservato nel 2014 (Fonte: Marketing Sherpa)

Nel 2015 il comportamento delle sessioni sembra ricalcare quello del 2014, ma per quanto riguarda la conversion rate l’utente sembra diventato meno paziente: il picco si ha intorno ai 2,4 secondi di caricamento.

correlazione conversion rate, sessioni e tempo di caricamento pagine, anno 2015
Figura 2. Correlazione sessioni e corversion rate con tempo di caricamento pagine osservato nel 2015 (Fonte: Marketing Sherpa)

Conclusione: l’utente, a distanza di un anno, sembrerebbe essere più sensibile alla velocità del sito, soprattutto quando vuole compiere un’azione.

Tammy Everts, Senior Researcher per SOASTA, ve lo spiega meglio di me in questo suo intervento all’IRCE (Internet Retailer Conference Exhibition) di quest’anno.

Ridurre i tempi di caricamento delle pagine: i consigli base

Ribadita l’importanza dei tempi di caricamento, ecco qualche consiglio utile per abbassare il peso delle tue pagine web e aumentare la velocità di visualizzazione:

  • usa un sistema di caching lato server (ne parla molto meglio di me Davide di FortyZone in questo articolo)
  • carica immagini di qualità, ma leggere (preferisci file con estensione jpg che non superino i 200 kb)
  • evitare il più possibile gli script esterni (widget per i social, pulsanti di condivisione sociali…)

Questi sono i consigli che, da web writer, posso darvi. Se volete approfondire il lato tecnico e conoscere le altre dritte, vi consiglio quest’ottimo articolo di Tagliaerbe.

Domande ed esperienze da condividere? Commenta senza pietà! E se l’articolo ti è stato utile… Condividilo! 😉


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Mauro
Blogger da quando avevo 15 anni, oggi Web Marketer appassionato. Sono curioso come una scimmia, e soffro di due forti dipendenze: la musica e la pizza.

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