Email Marketing: 3 cose da sapere prima di imbarcarti nella tua prima campagna

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Se c’è ancora qualcuno che si ostina a dire che l’email marketing è morto posso garantirvi che quest’ultimo è stato senza dubbio, più che un marketer, uno spammer.

Probabilmente si è fatto ingolosire da quelle belle liste email preconfezionate vendute a pochi centesimi al contatto, l’ha acquistata carico di rosee aspettative, e ha inviato un paio di campagne raccogliendo risultati agghiaccianti. Scottato dall’esperienza, lo spammer racconta come l’email marketing sia qualcosa che appartenga al passato e che non funziona.

Ovviamente niente di più falso: l’email marketing è un canale florido e questi numeri lo dimostrano in maniera oggettiva.

Cosa separa quindi uno spammer da un vero email marketer che ottiene profitto dalle sue campagne email? La conoscenza e la messa in pratica di questi semplici 3 pilastri.

1. Invia email solo a chi ti ha dato il permesso

Ergo, non comprare liste email (qui spiego dettagliamente il perché e come ottenere il legittimo consenso): con le nuove regole del GDPR il rischio di sfociare nell’illegalità è dietro l’angolo, inoltre rischi di avere migliaia di contatti totalmente disinteressati ai tuoi messaggi, il che non ti mette nella condizione migliore per vendere, come puoi immaginare.

Ci sono due ulteriori punti tecnici che vale la pena menzionare:

  • più messaggi non letti/ignorati/etichettati come SPAM invierai, più le tue future campagne andranno direttamente in SPAM, senza minimamente passare per la “Posta in Arrivo” dei tuoi utenti;
  • i domini che “spammano” a più non posso vengono penalizzati talvolta anche con un blocco parziale o totale dell’invio delle email.

L’email marketing è per questo motivo considerato un granted marketing channel ovvero un canale che puoi utilizzare per contattare l’utente solo se quest’ultimo ti ha dato un esplicito consenso. Ricorda: è una questione legale, ma anche di semplice buon senso. Con le dovute proporzioni, è come allacciare le cinture di sicurezza in macchina: se non lo fai non solo rischi una bella multa, ma anche la salute. Insomma, è proprio da imbecilli (scusa se non ci giro troppo intorno).

2. Rispetta sempre le aspettative dei destinatari

Sappiamo che senza il nostro permesso, nessun brand può inviarci dei messaggi sfruttando un determinato canale di comunicazione. Pensate alle applicazioni del vostro smartphone: senza il nostro consenso (l’accettazione dei “Termini e Condizioni”, ad esempio) qualsiasi brand o persona non può inviarvi nessun tipo di messaggio.

Il “permesso” però innesca qualcosa in più nelle persone: i clienti vogliono avere il pieno di controllo dei messaggi che ricevono e ne hanno tutte le ragioni del mondo. Pensaci bene: siamo nell’era degli smartphone, dove un post su Facebook o un’email può intromettersi prepotentemente in ogni momento della nostra vita privata: è normale pretendere di essere intrattenuti da un post su Facebook solo se il contenuto di quest’ultimo è effettivamente di nostro interesse.

Quindi se vuoi fare seriamente email marketing non solo devi assicurarti di avere ottenuto il consenso del destinatario, ma devi essere altrettanto sicuro di inviargli dei messaggi che possano essere di suo interesse.

3. I filtri anti-spam sono più potenti che mai: un altro motivo in più per rispettare il tempo delle persone

Nel tempo, i provider di email hanno raffinato i filtri anti-spam in maniera così precisa che ormai, giocare sporco, o insistere troppo con messaggi promozionali, non conviene MAI.

Anche se hai ottenuto il permesso dei tuoi utenti, ma i contenuti che invii sono poco pertinenti o troppo “pubblicitari”, questi messaggi rischiano di venire etichettati automaticamente come messaggi “Promozionali” o “Indesiderati” come insegnano rispettivamente il celebre provider di posta elettronica Gmail o InMail, il servizio di mailing nativo di Apple. Insomma il tuo messaggio rischia di non arrivare comunque in “Posta in Arrivo”, lì dove la massima attenzione dell’utente si concentra, ma in mezzo a dozzine di altri messaggi promozionali non letti da giorni, pronti a battersi per un nano-briciolo di attenzione dell’utente.

Il significato di questa lotta spasmodica per l’attenzione è il seguente: se vuoi iniziare a fare email marketing, devi capire che devi rispettare il tempo delle persone. Non puoi imbottirle di promozioni e sconti come se non ci fosse un domani. Devi proporti, prima di tutto, come un brand che vuole in primis dare valore, e solo in un secondo tempo, riceverlo.

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