Email Marketing: lo stai facendo bene? Ecco i numeri che devi sapere

Il 30% di open rate per una newsletter è un buon risultato o posso fare di meglio? Quali sono le performance medie del mio settore? Come faccio a capire se sto facendo bene o male?

Se non è da molto che ti occupi di email marketing, oppure stai facendo campagne per una nuova azienda in un settore di mercato completamente nuovo per te, quando raccogli le prime statistiche delle tue email ti sembra un po’ di brancolare nel buio.

Conosco dannatamente bene questa sensazione. Ma c’è un modo per diminuire l’incertezza e capire se, almeno durante le prime campagne lanciate (o in qualsiasi altra situazione tu non abbia molta esperienza o uno storico delle email inviate in passato), tu stia andando nella direzione giusta.

Le performance di riferimento, chiamate “benchmark”, servono proprio a questo. Individuano open rate, click rate di settore e altri importanti indicatori di campagne email mediamente performanti, suddivise per settori.

Questa ricerca, gentilmente offerta da Mailchimp, ha raccolto le performance di campagne lanciate da più di 15 milioni di utenti e merita senz’altro un’occhiata.

Fonte: Mailchimp, aggiornata al 1 febbraio 2017

 

Come leggere la tabella

Ecco in sintesi il significato di tutti gli indicatori:

  • Open: quante delle persone che hanno ricevuto l’email, l’hanno aperta. Se bassa, significa che l’oggetto della tua email è da migliorare;
  • Click: quante delle persone che hanno ricevuto l’email, hanno cliccato un link. Se la tua percentuale è al di sotto della media, concentrati sul copy: prova con uno più corto e dritto al punto;
  • Soft Bounce: quante delle persone che hanno ricevuto l’email sono temporaneamente irraggiungibili. Forse in vacanza? Forse con la casella di posta piena? Considera la stagionalità.
  • Hard Bounce: è la percentuale dei destinatari che non hanno ricevuto l’email a causa di una lista molto vecchia (dove gli indirizzi email sono sbagliati o non più esistenti), oppure perché i filtri antispam ti stanno impedendo l’accesso nella posta in arrivo dei tuoi contatti;
  • Abuse: quanti dei destinatari hanno riportato la tua email come Spam tramite il proprio client di posta elettronica. Generalmente questi destinatari non si ricordano di te: forse non gli scrivi da un po?
  • Unsubscribe: questa è la percentuale dei destinatari che si è disiscritta dalla tua lista email poiché non più interessata ai tuoi messaggi. È senz’altro tra i segnali più pericolosi. Suggerimenti: rivedi i contenuti che offri, oppure migliora la qualità della tua lista.

I benchmark sono un buon punto di partenza, ma non sono la Bibbia

Questa tabella di Mailchimp puoi considerarla come un ottimo punto di partenza per valutare il tuo lavoro. Ma, almeno in base alla mia esperienza, non la prenderei come la Bibbia, o come definitivo spartiacque tra una buona email e una pessima email.

Soprattutto perché le performance di una campagna email dipendino da molteplici fattori, non solo dal settore in cui operi. Ad esempio:

  • la lista destinatari: più è di qualità e aggiornata, più le performance saranno alte;
  • la qualità del copy: un grande oggetto e un buon copy sono capaci di migliorare sensibilmente open e click rate;
  • il contesto: il contenuto che stai distribuendo ruota intorno alle esigenze dei contatti della tua lista? Se sì, le performance saliranno.
  • il tempismo: pensa alla stagionalità, alle festività, ai trend, e sviluppa contenuti ad hoc.

Nel tempo e con l’aumentare delle campagne lanciate, ti consiglio di sviluppare performance e obiettivi vicini alla tua realtà, cercando costantemente di migliorarli con esperimenti e test.

Hai controllato le performance medie del tuo settore? Le tue campagne sono nella media o no? Parliamone tra i commenti! 🙂


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Mauro
Blogger da quando avevo 15 anni, oggi Web Marketer appassionato. Sono curioso come una scimmia, e soffro di due forti dipendenze: la musica e la pizza.

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