inbound marketing esempi

Inbound Marketing: 4 esempi di successo che non puoi perderti

Personalmente adoro gli articoli ricchi di esempi e casi di successo. Perché ti permettono di vedere “all’azione” tutto ciò che hai imparato dal punto di vista teorico.

Ma non è solo questo. Sai la cosa che mi entusiasma di più di questi tipi di post? La quantità di idee concrete che ti danno! E, per idee concrete, intendo cose che, potenzialmente, potresti mettere già in pratica domani.

L’unico neo? Scrivere articoli con casi di successo chiari e scorrevoli non è mai cosa da poco! Eppure, stavolta voglio osare: con questo articolo provo a raccontarti come farebbe un bambino 4 esempi pratici di Inbound Marketing. Dal blog, all’email marketing, passando per la landing page e i social media.

Insomma, spero che in questo articolo possa trovare tanti spunti e ispirazioni per la tua prossima campagna di Inbound Marketing. Buona lettura!

(Metodologia usata: per ogni caso di successo ti introdurrò brevemente l’azienda, il prodotto che offre, e il consumatore tipo che vuole attrarre. In questo modo sono convinto che potrai apprezzare – e imparare – ancora di più.)


Vuoi chiarirti le idee su cos’è l’Inbound Marketing e come può aiutarti a generare più clienti?


Blog aziendale: Intercom

Intercom è uno strumento che permette alle aziende di migliorare la comunicazione con i propri clienti.

Consente la gestione/segnalazione dei problemi, la raccolta delle opinioni tramite il sito web e ti dà strumenti interattivi per supportare i tuoi visitatori nella navigazione.

Intercom si rivolge sostanzialmente ad ecommerce e aziende di servizi online che vogliono ottimizzare e migliorare il rapporto con i propri clienti.

Perché il blog di Intercom è straordinario?

Molte aziende usano il blog aziendale come mezzo di autopromozione puro, quindi limitandosi a raccontare quanto sono bravi e quanto il loro prodotto funziona.

Ad Intercom sanno che un approccio del genere non aiuterebbe il sito a generare clienti. Per questo, nel loro blog, l’azienda parla di tutto fuorché di sé: fornisce articoli formativi e guide utili, condivide i casi di successo, e racconta storie che possano appassionare i loro lettori.

Ma procediamo con ordine iniziando dal design: l’esperienza utente del blog è graficamente piacevole, e molto facile da navigare (per approfondire leggi le didascalie delle foto).

E se la grafica è accattivante i contenuti non sono da meno. Si passa dal puro storytelling…

… ai contenuti utili, dove il team di Intercom condivide i casi di successo propri e di altre aziende partner.

Intercom Inbound Marketing

Ma ciò che del blog di Intercom adoro di più, dalla prospettiva di marketer, è il tentativo intelligente – e sempre nel giusto contesto – di convertire in lead i lettori del blog. In che modo?

Proponendogli, ancora una volta, un contenuto ancor più ricco e di valore di un blog post: un eBook. Ovviamente scaricabile solo se in cambio dell’email.

Link utili: blog di Intercom 

Social Media: Buffer

Buffer è una piattaforma per la gestione massiva dei social. Ti permette di programmare post per decine di account diversi e di analizzarne le performance.

Il prodotto si rivolge principalmente ai professionisti dei social media, poiché permette loro di avere tutto il lavoro concentrato in un posto ed essere più produttivi.

Perché prendere ispirazione dai post di Buffer?

Nell’approccio Inbound, i canali social (come il blog) servono ad attrarre utenti verso il tuo sito, più che a vendere.

Per questo, i social media manager di Buffer, piuttosto che gestire gli account social per massimizzare le “vendite”, mirano a generare interesse e interazione.

In che modo? Innanzitutto hanno intercettato uno dei bisogni più impellenti di un social media marketers: rimanere sempre aggiornato. Il suo mondo è in continua evoluzione e spesso, stare al passo, significa avere un vantaggio competetivo che ti permetta di acquisire nuovi clienti.

Avendo chiara l’esigenza di base del proprio consumatore tipo, Buffer ha trasformato i propri account social in centri di informazione e formazione. Grazie a questa strategia e alla costanza con cui viene applicata, la pagina Facebook dell’azienda vanta una community solida e partecipativa, per lo più popolata da potenziali clienti.

Esaminando i loro post e il loro calendario editoriale troveremo ad esempio iniziative formative…

… video con statistiche sugli ultimi trend di settore…

… o post motivazionali cui si trattano argomenti inerenti alla crescita personale e professionale.

Contenuti diversi, per canali diversi

Molte aziende, per risparmiare tempo e risorse, pubblicano gli stessi contenuti per tutti i social. Credetemi, non c’è niente di più sbagliato.

Buffer ad esempio ha trovato il modo di sfruttare le potenzialità – spesso sottovalutate – di Twitter con le Buffer Chat: 6 domande, tutte programmate in un giorno, attorno alle quali gli addetti ai lavori possono confrontarsi e discutere sul mondo dei social media.

Link utili: Buffer su Facebook e Buffer su Twitter

Landing Page: Hubspot

Hubspot è un software che racchiude in sé tutte le funzionalità che servono ad un’azienda per creare campagne di Inbound Marketing.

In buona sostanza è come se avessi WordPress, Mailchimp e Salesforce in un unico posto e integrati tra loro.

I loro potenziali clienti sono le agenzie web e gli addetti marketing di qualsiasi dimensione.

Hubspot raggiunge questo target focalizzandosi sulla creazione di contenuti ad altissimo valore aggiunto, come questo eBook, distribuito tramite landing page (vedi immagine sotto).

Esempio di Inbound Marketing: eBook di Hubspot

Cosa rende questa landing page di Hubspot una best practice?

Partiamo dalla base: le landing page non vogliono menu. Questo perché l’utente viene incentivato a concentrarsi unicamente sul contenuto della landing page, senza cadere nella tentazione di abbandonarla cliccando una voce del menu di navigazione.

landing page esempio inbound marketing di hubspot

Una landing page è anche un’ottima occasione per iniziare una conversazione con un potenziale cliente. Hubspot lo sa, ed usa sistematicamente la livechat, pronta per supportare il visitatore nel caso abbia bisogno di chiarimenti.

esempio landing page inbound marketing

Gli argomenti di vendita che il testo comunica, sono brevi, pratici, e scritti in maniera estremamente chiara. Mi bastano pochi secondi per capire perché la lettura dell’eBook mi arricchirà.

landing page hubspot esempio 4

Inoltre non passa inosservata la scelta di inserire la call to action in testata (vedi freccia in alto), utile strumento da usare soprattutto quando la landing page è ricca di contenuti e l’utente deve scorrere la pagina diverse volte prima di arrivare in coda, dove troverò il modulo da compilare.

Anche l’idea di inserire un estratto dell’eBook la reputo una mossa persuasiva e molto focalizzata sulle esigenze del lettore. L’utente infatti può sfruttare questo spazio per dare un’occhiata all’estratto e, nel caso trovi il contenuto interessante, convincersi definitivamente a lasciare i propri dati per effettuare il download.

hubspot anticipazione ebook

Ed infine diamo un’occhiata al form, il cuore di ogni landing page. In questo caso Hubspot preferisce chiedere pochi dati (solo nome, cognome ed email).

form hubspot esempio

3 dati in tutto. Sai perché? Per ottenere più conversioni possibili.

È infatti una buona pratica non esagerare nella richiesta dati in un form, ma chiedere solo lo stretto necessario. Infatti un solo campo in più, può abbassare le compilazioni del 50%.

Ma non mancano le eccezioni: se il contenuto che offri è di eccezionale valore, non aver paura di chiedere più dati.

Ad esempio per lo State Of Inbound – una delle statistiche più complete ed esaurienti sull’Inbound Marketing, pubblicata annualmente e disponibile gratuitamente –  Hubspot (sì… sempre loro!) chiede la compilazione di 7 campi di differenti, tra cui numero di telefono, nome dell’azienda per cui lavori e il ruolo che ne rivesti all’interno.

Credetemi, avrei lasciato anche l’indirizzo di casa per quanto la ricerca è ricca di informazioni utili!

form con molti campi da compilare

Link utili

Migliore email: Grammar.ly

Grammar.ly è un Software as a service (più comunemente abbreviato col termine Saas) che controlla automaticamente i tuoi testi in inglese su Gmail, WordPress e altri comuni editor di testo correggendone errori di ortografia, punteggiatura e refusi.

Il loro cliente tipo è quindi una persona che sta studiando la lingua per lavoro o studio, e che vuole diminuire le possibilità che le proprie email arrivino ai destinatari piene di tremendi errori.

Grammar.ly: l’esempio di email marketing perfetto

Per tenere sempre alto il livello di interazione con le proprie email, i marketer di Grammar.ly confezionano una newsletter dal contenuto totalmente personalizzato sull’attività che l’utente fa con il loro software (cliccate sull’immagine per ingrandirla).

Ecco cosa copierei subito da questa newsletter di Grammar.ly:

  • la scelta di dare un badge (un riconoscimento digitale, se mi passate il termine) a chi usa di più il software;
  • il resoconto della sua attività: quanti errori ha fatto nel tempo, quanto sta migliorando e quali sono gli errori che commette più spesso;
  • la grafica estremamente piacevole.

Ma non è finita qui: reputo altrettanto ottima l’idea di mettere i pulsanti di condivisione social nel box dedicato al badge (adoriamo convidere i nostri progressi)…

… e anche la call to action per vendere il profilo PRO a pagamento, a fine email.

esempio di newsletter con approccio inbound

 

Link utili

Vuoi aggiungere un altro esempio di Inbound Marketing di successo? Hai dubbi e curiosità da chiedermi e condividere? Scrivi tra i commenti!

Mauro
Blogger da quando avevo 15 anni, oggi Web Marketer appassionato. Sono curioso come una scimmia, e soffro di due forti dipendenze: la musica e la pizza.

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