decisioni data driven

Numeri o istinto? Come prendere decisioni nell’era dei dati

Grazie al digitale, oggi imprese e marketer possono creare nuovi prodotti/servizi e raggiungere i propri consumatori in modi – e costi – impensabili fino a 20 anni fa.

C’è di più. Grazie al web e alla tracciabilità di (quasi) ogni azione che l’utente compie in un sito, puoi misurare il ritorno di ogni euro speso di tutte le tue campagne digitali.

Ad esempio puoi stimare con certezza quanto è stata efficace una landing page o la tua ultima campagna email con una precisione che, la pubblicità tradizionale, può solo sognare.

Ma stiamo cogliendo davvero questa grande opportunità?

Dalle “decisioni di stomaco” alle decisioni guidate dai numeri

Oggi la vera ricchezza di ogni imprenditore o professionista del marketing sono i dati e la loro capacità di dirti con assoluta certezza se la tua ultima campagna di web marketing è stata un successo o un fiasco.

Nonostante ciò, non è raro che in aziende anche piuttosto grandi, si prendano decisioni basate su giudizi totalmente privi fondamento scientifico come questo:

“Secondo me l’email marketing è morto. Non ci abbiamo mai tirato fuori un euro di fatturato. Attualmente investiamo in un gingle alla radio locale che è molto più efficace!”.

Non voglio dire che scegliere affidandosi all’istinto sia sempre sbagliato: l’esperienza pregressa, mista ad un buon sesto senso, può farti prendere la decisione giusta in una manciata di secondi, senza perdere settimane di tempo in pianificazione, raccolta dati e test.

Ma in un mercato che cambia alla velocità della luce, e che ci sottopone a nuove sfide sempre più frequentemente, quanto è sicuro affidarsi solo all’istinto o all’esperienza?

I numeri fanno paura

A dirvi la verità, una piccola parte di me invidia e stima al tempo stesso le persone “tutto istinto”. Perché sono sempre sicuri di sé, perché non vengono mai rapiti dai dubbi, o da quella curiosità – nel mio caso a volte morbosa, lo riconosco – che ti porta a dubitare di te stesso.

L’altra parte di me, la maggiore, non li invidia per niente.

Perché so che in alcuni casi il loro “sesto senso” nasconde un’insana pigrizia la paura che i numeri possano scardinare le loro convinzioni di sempre.

I dati come fonte di conoscenza

Ignorare i numeri è lo sbaglio più grande che qualsiasi imprenditore o professionista della pubblicità possa fare.

Proprio ora che grazie al digitale possiamo misurare tutto (o quasi), credo che ogni azienda debba investire nell’acquisire dati e prendere buona parte delle decisioni in base ad essi.

È meglio investire in un nuovo sito web o in cartellonistica pubblicitaria? I nostri clienti vorrebbero una nuova funzionalità di prodotto o un’assistenza clienti migliore?

Domande come queste possono avere due tipi di risposte:

  • una risposta dettata dall’istinto, dove il grado di incertezza è massimo;
  • una risposta dettata dai risultati di test, sperimentazioni e dati raccolti nel tempo, in cui il grado di incertezza è minimo.

Da che parte stai?

Certo, è importante non estremizzare l’approccio scientifico/numerico.

Ci sono progetti che possono essere lanciati senza dover per forza investire tutto il tempo necessario per fare test e misurare.

Ma sono convinto che raccogliere dati e prendere decisioni basate sui numeri sia ormai necessario e che ancora poche aziende, soprattutto in Italia, investano seriamente in questa attività.

Tu che ne pensi? Dimmi la tua tra i commenti. 🙂


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Mauro
Blogger da quando avevo 15 anni, oggi Web Marketer appassionato. Sono curioso come una scimmia, e soffro di due forti dipendenze: la musica e la pizza.

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