revisione testo

Il processo di revisione di un testo: qual è il tuo?

Articolo di blog, press release, newsletter… qualunque cosa tu stia scrivendo in questo momento l’hai terminata e una fievole sensazione di benessere ti scorre nelle vene.

Hai seguito le linee guida, hai parlato al tuo target usando il tono giusto, sei stato attento alla SEO e aggiustato un po’ la semantica e, ovviamente, sai bene che sei solo all’inizio…

L’editing process: cos’è e a cosa serve

L’editing process è il processo di revisione di un testo ovvero quella tecnica che ti permetterà di produrre un contenuto potenzialmente perfetto, depurandolo dalle imperfezioni tipiche della prima bozza.

Da quando seguo degli step precisi per la revisione dei testi ho ottenuto degli ottimi risultati in termini di efficacia e visite: da qui la volontà di condividerli qui ed innescare un confronto con te.

Il sacro dono della sintesi

Redigere un testo per il web è tutt’altro che semplice soprattutto, per chi come me, tende ad abbondare in avverbi e aggettivi: il lettore della rete, è sempre più mobile (quindi legge ovunque), vuole le sue risposte in una manciata di secondi, e soprattutto non gli importa nulla del tuo lessico forbito (salvo casi particolari).

Se non hai il dono della sintesi… beh, lo devi acquisire. Scrivere per il web significa scrivere in 200 parole ciò che scriveresti in 1000.

E la revisione del tuo testo serve proprio a questo: partire dalla bozza e plasmarla in modo che sia leggibile, sintetica ed efficace.

Ho così scomposto in step precisi quello che ormai abitualmente faccio prima di cliccare il pulsante “pubblica” o “invia”: un editing process da 7 punti ma tranquillo… C’è anche la pausa caffè!

1. Cominciamo subito… da un buon caffè!

Ho scritto la mia bozza. Ho fatto un estenuante lavoro di ricerca e ho cercato di redigere un testo comprensibile, utile per il mio lettore e scorrevole. Cosa fare ora? Correggo subito la mia bozza? Assolutamente no! Mi premio con una pausa caffè!

Ho bisogno di staccarmi dallo schermo e di svagarmi un po’: un caffè, un bicchiere d’acqua, una micropasseggiata di 5 minuti. La pausa è essenziale perché ti permetterà di vedere errori che prima, nelle correzioni “on the go”, non riuscivi a percepire.

2. La parola magica: semplificare!

Alla prima rilettura nella maggior parte dei casi individuo subito alcune frasi troppo lunghe e contorte. Quindi, ad una ad una le semplifico: trasformo quelle passive in attive, elimino aggettivi o avverbi di troppo, insomma miglioro la comprensibilità del mio testo.

3. Piccoli aggiustamenti per un testo più efficace

Inserisco parole che considero più efficaci per migliorare costantemente il viaggio del lettore, la leggibilità, arrivando dritto al punto senza troppi orpelli linguistici di cui, parliamoci chiaro (ecco che arriva la cruda realtà)… non importa proprio nessuno (sigh..sob)!

4. La frase che ti blocca e come venirne fuori

Durante la revisione di un testo c’è sempre quella frase che non ti piace, che non suona bene, che “ha qualcosa di strano”.

Provi anche a fartela piacere, ma niente da fare, è più forte di te, la devi cambiare in qualcosa che funzioni di più. Passano 2, 5, poi 10 minuti e capisci che ti sei “incartato”. Come mi sblocco? Passo oltre, rimandando la soluzione di qualche minuto e, devo dire, che funziona sempre! Sarà che sono un fenomeno nel procastinare?

5. GrammarNazi-Time: ovvero controllo il testo dal punto di vista grammaticale

Ok sono un grammar nazi, lo ammetto, perché detesto gli errori grammaticali e detesto me stesso quelle poche volte (fortunatamente) che uccido la lingua italiana. Eccessiva pignoleria? No.

Credo sia perché un testo scritto con errori grammaticali, almeno nella mia testa, perde completamente autorevolezza: anche di fronte al contenuto più rivoluzionario del mondo, se possiede uno strafalcione, lo cestino mentalmente e in maniera immediata.

6. La Regola dei 4 Occhi

Un articolo non è mai finito finché non lo controlla qualcun’altro. Fai leggere sempre la tua bozza prima di pubblicarla: un feedback esterno, se non la vita, può salvarti almeno dall’essere preso sonoramente in giro!

7. “Dai ancora una piccola correzione ti prego!”

Ambroise Paul Toussaint Jules Valéry, poeta e scrittore francese diceva:

Un poema non è mai finito, è solo abbandonato

Niente di più vero: avete mai quella sensazione di non aver mai finito con un blog post o una newsletter? Di aver sempre qualcosina d’aggiustare: una virgola, un punto, una parola, la posizione di un paragrafo…

Quanto darei per poter riuscire a dire finalmente che un lavoro è davvero giunto al termine! E voi? Riuscite a farlo?

Io non riesco mai ad avere questa sensazione di “pace”. La maggior parte delle volte concludo i miei lavori perché sono esausto, perché è scaduto il tempo massimo, insomma perché sono praticamente obbligato ad andare avanti.

Quindi, se siete come me, accettate serenamente la percezione di “non aver ancora fatto abbastanza”, abbandonate questa sfida… molte altre vi aspettano.

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E voi come controllate le vostre bozze? Quali sensazioni vi accompagnano prima di spingere il famigerato tasto “pubblica”? Raccontatemi le vostre esperienze!

Mauro
Blogger da quando avevo 15 anni, oggi Web Marketer appassionato. Sono curioso come una scimmia, e soffro di due forti dipendenze: la musica e la pizza.

5 thoughts on “Il processo di revisione di un testo: qual è il tuo?”

  1. ahahah bellissima l’espressione GrammarNazi-Time! Comunque ottimo articolo, sono tutti passi corretti per effettuare una giusta revisione senza la quale si rischia di perdere l’occasione di pubblicare qualcosa di qualità e come hai giustamente affermato non solo articoli, ma newsletter o quant’altro!

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