seo paranoico

“SEO paranoico”? Scrivi soprattutto per chi ti legge.

“Che volume di ricerca! Posizioniamo un contenuto per quella parola chiave!”

Siamo ghiotti di keyword trafficate e, del resto, come farne a meno? In un mondo di incertezze come il web marketing dove oggi un metodo funziona e domani lo butti nel secchio, un articolo blog ben posizionato per una chiave di ricerca almeno ti dà la certezza di intercettare traffico e portarlo verso il tuo sito.

Ciò però porta molti di noi a considerare la scrittura SEO come l’unica strada percorribile. E qui sono meno d’accordo.

Ci sono, ad esempio, quei contenuti che hanno centinaia di condivisioni nei social pur non essendo ottimizzati per i motori di ricerca. Oppure articoli di blog con centinaia di commenti al seguito. È magia nera? No. Sono utili, divertenti, emozionali, piacciono al lettore e diventano virali.

Forse c’è qualcosa che va oltre scrittura SEO?“. Sicuramente, e si chiama “lettore”.

Rilassati: Non c’è solo la seo

Utilizzare il blog aziendale per posizionare contenuti in SERP è da tutti considerata la “via maestra” del blog marketing (in questo post ne spiego le basi [mks_icon icon=”fa-external-link” color=”#D34836″ type=”fa”]  http://centrifughedigitali.it/ricerca-parole-chiave/). Chi sono io per contraddire ciò!?

Ma un utilizzo esclusivo dello strumento per fini SEO limita ciò che puoi fare per i tuoi utenti.

Sia chiaro: non voglio rinnegare l’utilità di un articolo posizionato per una chiave di ricerca profilata. Anzi, che sia santo e benedetto! Voglio solo dire che le keyword non possono essere l’unico faro della strategia editoriale di un blog. Ed ecco i motivi:

  1. Non tutti i contenuti che creano valore per i tuoi clienti/lettori trovano espressione in una chiave di ricerca.
  2.  È impossibile ignorare anche la dimensione “social” dei contenuti. Alcuni articoli blog possono diventare virali ed attrarre potenziali clienti allo stesso modo di un articolo ben posizionato in SERP.
  3. L’algoritmo di Google sposterà sempre più la sua attenzione dalle “parole” al “significato delle parole”. Riconoscerà sinonimi, correlate, intenzioni. Questi articoli robottizzati, insomma, hanno i giorni contati. Sicuro di volere basare il tuo lavoro solo sulla scrittura SEO?

Per tutti questi motivi credo che la paranoia delle keyword sia immotivata. A confermarla c’è questa frase di Matt Fellows in un suo articolo (clicca qui per leggerlo tutto  [mks_icon icon=”fa-external-link” color=”#D34836″ type=”fa”] http://bit.do/not_just_for_seo) per Hubspot che mi ha colpito ed ispirato:

Non dobbiamo scrivere per la SEO. Dobbiamo utilizzare la SEO per connettere i lettori ai nostri contenuti.

Quale ruolo per la seo nella strategia editoriale?

Insomma la SERP non può essere l’unico driver in grado di guidare la strategia editoriale di un blog aziendale.

Il trucco sta nel miscelare e gestire con equilibrio: in pratica? Alterna contenuti SEO, con post che creano valore per l’utente sia online che offline. A volte, perché no, fregandotene delle parole chiave.

Insomma credo che il blog debba essere il luogo in cui i brand scendono dal piedistallo e cominciano a comportarsi come persone. Devono essere ironici, divertenti, utili, e definitivamente, più completi (e complessi) della SEO, non pensi?

Mauro
Blogger da quando avevo 15 anni, oggi Web Marketer appassionato. Sono curioso come una scimmia, e soffro di due forti dipendenze: la musica e la pizza.

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