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Quel grande grosso sfogario: i social

“Sono 12 ore che lavoro, e ancora non ho finito!”

“Che rottura di palle, vorrei essere ovunque tranne sentire questo stronzo”

Spesso usiamo la rete per sfogarci, per scaricare tutte le frustrazioni e sentimenti negativi che raccogliamo durante la giornata.

Si arriva, si consegna il mattone, ci si sente “forse” meglio, e si torna a fare quello che stavamo facendo. In questo post social-esistenziale mi domando se usare i social media come sfogario personale ci aiuti a stare davvero meglio e, ovviamente, vorrei saper e la tua.

Scaricare la tensione con un “aggiornamento di stato”

Per assurdo, può capitare che le persone con cui viviamo (nostra moglie, la nostra ragazza, i genitori) non sono al corrente dei nostri turbamenti, ma lo sia Facebook o Twitter. E spesso, queste persone che, teoricamente, dovrebbero essere tra le prime a sapere dei nostri turbamenti, apprendono i nostri stati d’animo anziché da noi…dai social!

Difficile pensare anche, che non venga fatto di proposito, per attirare l’attenzione, o semplicemente per comunicarlo a queste persone scegliando una via traversa, che eviti una comunicazione diretta. Quali possono essere le cause? Personalmente credo sia mancanza di coraggio, intendendo il termine in maniera più ampia del semplice “essere codardi”: il non-coraggio di mostrarci vulnerabili. 

D’altronde bisogna ammetterlo: come prenderla questa forza? La vita ci chiede troppo spesso di essere dei piccoli ironman senza sentimenti, capaci di assorbire di tutto senza potere farci vedere fragili in niente.

Personalmente ho un rapporto distaccato con i social, tale da avere sempre presente che il mio profilo non rappresenta me, ma è semplicemente una proiezione all’esterno, incompleta, non esauriente.

Nonostante questo anche io ho utilizzato più volte i social come sfogario personale e, devo ammettere che non ne ho tratto un grande beneficio, soprattutto nel lungo periodo.

[Tweet “Scaricare la tensione con un “aggiornamento di stato”: tu ci riesci?”]

Senza pregiudizi, ma senza far finta di niente

Diciamolo chiaramente: ognuno può vivere la propria identità online come vuole. Non voglio ergermi a gran giurì: non ne ho il diritto e non ne sono grado.

Al tempo stesso, ogni volta che apro Facebook, vengo sommerso da persone che si lamentano per il poco tempo a disposizione, per la propria vita frenetica, per il figlio brontolone, per la scuola che non va, per l’esame all’università andato male: insomma per tante cose causate, diciamocelo, da scelte che hanno fatto consapevolmente.

Avverto nelle persone un grande bisogno di buttar fuori i propri demoni in maniera anche molto aggressiva su problemi che, in fondo, abbiamo avuto e avremo tutti i noi.

È davvero giusto scaricarli sugli altri, anche se sono semplice presenze “virtuali”? Voi direte “usa il tasto nascondi”, oppure “ignorami”, ma non è questo il punto. Vorrei entrarci dentro, capire le dinamiche, rifletterci un po’ su insieme a voi.

Dicono che i social ci avvicinano: ma forse siamo ancora più soli

Non sono uno psicologo, ma da questi comportamenti deduco che siamo più soli di quanto pensiamo e che le nostre vite sono eccessivamente veloci: non abbiamo mai tempo per poter viverci degli incontri veri con un amico, oppure sfogarci con una partita a calcetto, farci una corsa in bicicletta, scatenarci alla Jimi Hendrix con una chitarra che a malapena sappiamo strimpellare.

Non abbiamo più tempo di liberarci dai nostri sentimenti negativi (chi non ne ha, scagli la prima pietra!) in un modo forse più autentico e vero (mia opinione).

Perché accontentarci dello sfogario online allora? È più “a buon mercato”, è a portata di smartphone, è immediato, e ottieni subito l’accettazione di persone che spesso non hanno la minima idea di come tu realmente stia (attraverso i “mi piace”) e, in alcuni casi, perché è l’unico modo che abbiamo, per via dei ritmi di vita pesanti e pressanti o per mancanza di coraggio…vedi qualche riga fa.

social-sfogario

Ora la palla sta a te!

La domanda finale è questa: secondo voi dobbiamo conservare uno sfogo off-line dei nostri sentimenti e delle emozioni, oppure reputate i social media essenziali per scaricarvi e sfogarvi?

Voglio sapere la vostra! E se vi è piaciuto l’articolo, come al solito, condividete senza pietà!

Mauro
Blogger da quando avevo 15 anni, oggi Web Marketer appassionato. Sono curioso come una scimmia, e soffro di due forti dipendenze: la musica e la pizza.

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